{"id":1494,"date":"2025-01-24T12:29:56","date_gmt":"2025-01-24T11:29:56","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=1494"},"modified":"2025-01-29T11:07:30","modified_gmt":"2025-01-29T10:07:30","slug":"quando-i-pink-floyd-e-piero-umiliani-suonavano-lo-stesso-synth","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/quando-i-pink-floyd-e-piero-umiliani-suonavano-lo-stesso-synth\/","title":{"rendered":"Quando i Pink Floyd e Piero Umiliani suonavano lo stesso synth"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il compositore \u00e8 stato un pioniere della musica elettronica, in una stagione culturale in cui l&#8217;Italia e i suoi sintetizzatori dialogavano con il resto del mondo e con le rock star internazionali.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una tarda mattinata del 1970, o forse 1971. A Londra il cielo \u00e8 terso ma irrequieto. Cos\u00ec si sente anche l\u2019uomo che ha appena parcheggiato la sua Jaguar XJ6 non lontano dalla riva nord del Tamigi. Il suo volto gioviale, dai tratti mediterranei di quelli che a Londra si vedono soprattutto tra i caff\u00e8 di Soho e le vecchie case in mattoni di Farringdon, il quartiere italiano, cela trepidazione. \u00c8 arrivato nella capitale inglese dopo aver guidato da Roma, insieme alla moglie Stefania a fare da navigatore, con le cartine stradali e il London A to Z, piegati e ripiegati, a occupare un\u2019ampia porzione dell\u2019abitacolo, e una certa attenzione maniacale a non sporcare i sedili in pelle color tabacco. \u00c8 l\u2019auto di qualcuno che nella vita, si potrebbe affermare, ce l\u2019ha fatta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019uomo, sulla quarantina, di professione fa il compositore, di colonne sonore e musiche per sonorizzazioni radio e tiv\u00f9. Sebbene alcuni dei suoi dischi siano firmati Moggi, M. Zalla o Ingegner Giovanni &amp; Famiglia, risponde al nome di Piero Umiliani. All\u2019epoca uno dei nomi di riferimento nell\u2019industria cinematografica italiana, seconda solo a quella statunitense per quantit\u00e0 di pellicole prodotte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Londra Umiliani \u00e8 arrivato per una questione di primaria importanza, tanto da non fidarsi nemmeno dell\u2019aereo: acquistare il suo primo sintetizzatore, pi\u00f9 precisamente il VCS 3 della EMS. Lo sta andando a ritirare direttamente dalle mani del suo inventore, l\u2019ingegnere Peter Zinovieff.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDopo due giorni di viaggio si trov\u00f2 davanti alla casa di Zinovieff, una bella abitazione, e buss\u00f2 alla porta, dove gli apr\u00ec un uomo dall\u2019aria stralunata con tutti i capelli ritti. Dopo delle spiegazioni alquanto sommarie, Piero si fece consegnare il libretto delle istruzioni, infil\u00f2 il synth nella custodia e torn\u00f2 a Roma felice,\u201d ricorda oggi la figlia Elisabetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel viaggio a Londra era stato pianificato a lungo, con una dovizia oggi inimmaginabile tra voli low-cost e shopping digitale. Umiliani si era avvalso della consulenza di Paolo Ketoff, radici d&#8217;oltrecortina e una carriera da ingegnere del suono a Roma presso la RCA \u2013 silenziosa come quella di una spia della guerra fredda, ma pionieristica. Era stato Ketoff, gi\u00e0 inventore nel 1963 del Synket, a suggerire lo strumento a Umiliani, desideroso di esplorare i nuovi suoni sintetici, e a procurargli l\u2019appuntamento con il collega inglese. Sempre a Ketoff si deve la costruzione della custodia del synth, per cui Umiliani acquist\u00f2 anche la tastiera \u2013 oggi piuttosto rara da reperire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Synth Utopia\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/6BZ8UO6GORcyJGIX92yC2H?si=bQW2lAFBRfSzgbiNLSeC7w&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ascolta Synth Utopia, la raccolta di utopie elettroniche del catalogo CAM Sugar a cura di Machinedrum<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:31px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019epifania elettronica di Umiliani era avvenuta poco tempo prima, ascoltando l\u2019album <em>Switched-On Bach<\/em> di Wendy Carlos, una rilettura al Moog delle composizioni del maestro della classica \u2013 disco che a fine anni \u201860 riscosse un certo successo, lanciando un trend tra i compositori pi\u00f9 maturi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIntere notti [Piero] le trascorse nel suo studio per creare nuovi suoni e spesso rientrava a casa alle 5 del mattino,\u201d racconta sempre Elisabetta che insieme alla sorella Alessandra \u00e8 oggi tutrice del Sound Work Shop, lo studio che Umiliani progett\u00f2 proprio insieme a Ketoff a Roma, per registrare i suoi dischi, specialmente quelli pi\u00f9 sperimentali. Uno di questi, il primo inciso con il VCS 3 londinese, \u00e8 <em>Switched-On Naples<\/em> del 1972, un omaggio etereo ed in chiave partenopea al lavoro di Carlos su Bach.&nbsp;Seguiranno gli elettronici <em>To-day&#8217;s Sound <\/em>e <em>Bon Voyage<\/em> <em>!!!<\/em> (entrambi con artwork illustrati da Sandro Lodolo, grafico e animatore nel cui studio si era formato Pino Pascali), e ancora <em>L&#8217;uomo e la citt\u00e0<\/em>, <em>Atmospheres <\/em>e tanti altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli stessi anni lo stesso modello di sintetizzatore \u00e8 altrettanto amato da altri artisti, lontanissimi sia geograficamente che musicalmente da Umiliani, come Pete Townshend (The Who), King Crimson, Moody Blues, Roxy Music, Led Zeppelin e soprattutto i Pink Floyd che lo useranno in molti dei loro album, come <em>Meddle<\/em>, <em>Dark Side of the Moon<\/em> e <em>Wish You Were Here<\/em> in &#8220;Shine On You Crazy Diamond (pt.6)&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I synth, agli inizi degli anni \u201870, negli Stati Uniti, in Inghilterra ma anche in Germania sono infatti per lo pi\u00f9 sinonimo con la musica giovane, ovvero con il rock progressivo e la kosmische musik. Non a caso, il giovane Franco Battiato che agli esordi si rifaceva proprio a quei suoni, andr\u00e0 anch\u2019egli in missione a Londra a bussare alla porta di Zinovieff per procurarsi un VCS 3, su cui improvvisa sul palco del Festival del Re Nudo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"733\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cam_sugar_journal_piero_umiliani_synth_pink_floyd_vcs3-733x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1492\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cam_sugar_journal_piero_umiliani_synth_pink_floyd_vcs3-733x1024.jpeg 733w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cam_sugar_journal_piero_umiliani_synth_pink_floyd_vcs3-215x300.jpeg 215w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cam_sugar_journal_piero_umiliani_synth_pink_floyd_vcs3-768x1072.jpeg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/cam_sugar_journal_piero_umiliani_synth_pink_floyd_vcs3.jpeg 1050w\" sizes=\"auto, (max-width: 733px) 100vw, 733px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Immagine di apertura: Piero Umiliani nel suo Sound Work Shop con il VCS 3 della EMS. <br>Fotografia su gentile concessione di Elisabetta e Alessandra Umiliani.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In Italia, infatti, il synth viene approcciato in una maniera tutt\u2019altro che codificata, proprio attraverso l\u2019esperimento, quasi ludico, che porta a risultati quantomeno inaspettati e innovativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I pionieri sono, sorprendentemente, signori distinti (e in alcuni casi anche signore, analogamente a quello che accadeva a Londra presso il Radiophonic Workshop della BBC), in giacca e cravatta. Tra questi c\u2019\u00e8 Franco Micalizzi, uno tra i primi a importare il Moog, che poi veniva prestato di artista in artista contribuendo a rivoluzionare il modo di fare musica nelle colonne sonore. Ma anche nomi come Marcello Giombini, padre della Messa Beat, Giampiero Boneschi, Fabio Frizzi \u2013 fratello maggiore del pi\u00f9 noto conduttore televisivo, e ovviamente Piero Umiliani.&nbsp;Le loro musiche dal catalogo CAM Sugar sono state ora riunite nella raccolta digitale <em><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/album\/6BZ8UO6GORcyJGIX92yC2H?si=1vGSBOKxRmWaHATS2y_-7g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Synth Utopia<\/a><\/em>, curata dall&#8217;artista e produttore americano Machinedrum.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La commistione tra sintetizzatori e musica prog, nel Belpaese, d\u2019altronde passa proprio attraverso i compositori di colonne sonore, che stringono sodalizi tanto inaspettati quanto entusiasmanti con i complessi giovanili. Su tutti, Luis Enriquez Bacalov in dialogo con Osanna (<em>Milano Calibro 9<\/em>) e New Trolls (<em>Concerto Grosso per i New Trolls<\/em>), ma anche l\u2019incontro-scontro tra Giorgio Gaslini e i Goblin in <em>Profondo Rosso<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entro la met\u00e0 degli anni \u201870 la synth mania \u00e8 esplosa anche in Italia. Tutte le vecchie aziende di fisarmoniche, che nel decennio precedente gi\u00e0 avevano cambiato pelle per rispondere alla crescente domanda di organi e strumenti a corda per i complessi Beat,&nbsp; affrontano un\u2019altra rivoluzione, quella sintetica. Si trovano tutte nelle Marche, che diventano cos\u00ec la regione italiana con pi\u00f9 alta concentrazione di produttori di sintetizzatori. Dai pi\u00f9 celebri Eko, Grb e Farfisa, si passa per un\u2019infinit\u00e0 di marchi oggi apparentemente dimenticati ma di culto: Elka, Elex, Crumar, Milton, Solton, nomi esotici dietro a cui si la visione pionieristica di ingegneri del suono incontra la vecchia manifattura di strumenti per la musica popolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di synth made in Italy, \u00e8 impossibile non citare strumenti come l\u2019Eko Computer Rhythm del 1972, una delle prime e pi\u00f9 visionarie, nonch\u00e9 rare, drum machine al mondo, di cui sono noti solo 15 esemplari. Ma anche lo Spirit della Crumar (1983), co-progettato da Bob Moog, inventore dell\u2019omonimo synth, o il Rhapsody 610 della Elka (1975), amato dai pionieri dell\u2019elettronica internazionale, come Tangerine Dream e Jean-Michel Jarre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, a preservare e raccontare questa storia c\u2019\u00e8 il <a href=\"https:\/\/www.museodelsynth.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Museo del Synth Marchigiano<\/a>, collezione unica al mondo di sintetizzatori progettati e assemblati nelle Marche, e progetto itinerante che dal 2008 si \u00e8 attivato in varie sedi attraverso la regione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come testimonia la popolarit\u00e0 internazionale del museo, la stagione del synth in Italia non \u00e8 stata solamente un fever dream. Questi strumenti si sono poi affermati anche nella musica popolare e ramificati attraverso generi, diventando cardini per la new wave italiana e, soprattutto, per l&#8217;Italo Disco. Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: Piero Umiliani nel suo Sound Work Shop con il VCS 3 della EMS. Fotografia su gentile concessione di Elisabetta e Alessandra Umiliani.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il compositore \u00e8 stato un pioniere della musica elettronica, in una stagione culturale in cui l&#8217;Italia e i suoi sintetizzatori dialogavano con il resto del mondo e con le rock star internazionali.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1490,"template":"","categories":[18],"tags":[21],"class_list":["post-1494","editorial","type-editorial","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-soundtracks-it","tag-soundtracks-it"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial\/1494","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial"}],"about":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/editorial"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1494"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1494"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1494"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}