{"id":1502,"date":"2025-03-03T11:09:33","date_gmt":"2025-03-03T10:09:33","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=1502"},"modified":"2025-03-03T19:30:28","modified_gmt":"2025-03-03T18:30:28","slug":"the-brutalist-intervista-con-il-compositore-della-colonna-sonora-premio-oscar-daniel-blumberg","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/the-brutalist-intervista-con-il-compositore-della-colonna-sonora-premio-oscar-daniel-blumberg\/","title":{"rendered":"&#8220;Non mi sono mai interessato alle colonne sonore&#8221;. Il compositore di The Brutalist Daniel Blumberg racconta come ha trovato il suono delle musiche premio Oscar."},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abbiamo intervistato il compositore dietro la colonna sonora di <em>The Brutalist<\/em>, la cui audacia artistica e visione radicale affondano le radici in un caff\u00e8 di East London, e anche nel calcio.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>The Brutalist<\/em> di Brady Corbet \u00e8 stato uno dei film pi\u00f9 chiacchierati (ed acclamati) della stagione sin dal suo debutto alla Biennale di Venezia, dove ha conquistato tre premi, tra cui la Coppa Volpi sia per la migliore interpretazione femminile che per quella maschile. La pellicola di tre ore e trentacinque minuti, che racconta la storia dell\u2019architetto ungherese-ebreo L\u00e1szl\u00f3 T\u00f3th (Adrien Brody) e della sua ricerca del sogno americano nel dopoguerra, ha recentemente trionfato ai BAFTA e anche agli Oscar, dove ha portato a casa tre statuette su dieci nomination. Tra queste c&#8217;\u00e8 anche quella per la Miglior Colonna Sonora Originale, riconoscimento seguito in poco pi\u00f9 di una settimana a quello di BAFTA, e che certifica come le musiche composte da Daniel Blumberg siano fondamentali per sviluppare l\u2019estetica austera del film e la sua profonda risonanza emotiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Londinese, classe 1990, il compositore arriva da un background lontano dalle colonne sonore \u2013 che spazia dall\u2019indie rock a ricerche approfondite sul suono e sull\u2019acustica, maturate nel contesto creativo del Caf\u00e8 Oto di Londra Est. La sua musica per <em>The Brutalist<\/em> \u00e8 un viaggio non solo nel tempo, ma anche nelle emozioni e nella materia, che rispecchia tanto i sette anni di gestazione del film che il suo arco narrativo di quattro decenni. Una partitura audace, di 81 minuti, in cui trame dissonanti e motivi elegiaci si intrecciano, in una costante esplorazione della tensione tra rigidit\u00e0 e intimit\u00e0. L&#8217;uso quasi scultoreo del suono celebra la bellezza austera dell&#8217;architettura brutalista, ma al tempo stesso fa da cornice esemplare alle tematiche chiave della pellicola di Corbet: l&#8217;ambizione, lo sradicamento e il peso della creativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al fianco di Blumberg, che oltre al ruolo di co-produttore ha anche inciso pianoforte, armonica, tastiere e sintetizzatori, un parterre de rois di musicisti, selezionati personalmente dal compositore. Tra questi, l&#8217;ottantottenne pianista britannico John Tilbury, Vince Clarke degli Erasure (synth e drum machine), i sassofonisti Seymour Wright ed Evan Parker, il percussionista Michael Griener, il contrabbassista Tom Wheatley e tanti altri ancora. Molte delle collaborazioni sono frutto della decennale frequentazione di Blumberg con il Caf\u00e8 Oto, luogo cardine per la carriera dell&#8217;artista in cui la sua sensibilit\u00e0 artistica si \u00e8 affinata, dove sono avvenute epifanie musicali e, soprattutto, dove sono state registrate tutte le parti di pianoforte. Durante il discorso di fronte la platea dell&#8217;Academy Blumberg ha dichiarato: \u201cIl suono che sentite in <em>The Brutalist<\/em> \u00e8 il suono di musicisti radicali, che hanno lavorato duro e che da anni si dedicano a fare musica senza compromessi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo raggiunto Daniel nel giorno del suo compleanno, pochi giorni dopo la vittoria ai BAFTA e poche ore prima di imbarcarsi per Los Angeles. Il suo lavoro per <em>The Brutalist<\/em> di Corbet sembra aver lasciato un segno tra i critici, cos\u00ec come negli scorsi anni hanno fatto i suoi album da solista, a partire dall&#8217;esordio <em>Minus<\/em> nel 2018. Blumberg, tuttavia, non si \u00e8 mostrato particolarmente impressionato dal recente premio, trovando invece conforto nel discutere, con grande dovizia, della sua collezione di caffettiere italiane, tra cui un modello Alessi a cui \u00e8 particolarmente legato. Il calcio \u00e8 stato un altro tema centrale della conversazione e di come abbia anch&#8217;esso giocato un ruolo durante la realizzazione della colonna sonora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci siamo seduti in conversazione con Blumberg per approfondire la gestazione della colonna sonora e il suo intreccio tematico con la narrazione del film.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: The Brutalist (Original Motion Picture Soundtrack)\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/5H6FMR8iIBc9q36L8B7A6p?si=iMyIwQaqQ7SBdV5qJqQWyQ&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><br>Lorenzo Ottone: La colonna sonora stabilisce una certa tensione tra rigidit\u00e0 e intimit\u00e0, evocando la bellezza austera del design brutalista, con il pianoforte come strumento cardine. In che modo la sfera personale ed emotiva ha saputo instaurare un dialogo con quella severa e monolitica che definisce l&#8217;architettura modernista e brutalista?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ero affascinato da questo dualismo tra il lato emotivo e l&#8217;immobilit\u00e0 monolitica del pianoforte, il dualismo tra il calore del personaggio e l\u2019audacia di ci\u00f2 che sta creando. L\u2019idea era quella di esplorare il viaggio dalla mente di L\u00e1szl\u00f3 al cemento. Bisogna considerare un equilibrio tra tutti questi elementi quando si cercano suoni che possano sostenere la narrazione del film e ci\u00f2 che il regista sta cercando di esprimere, che \u00e8 davvero tanto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Come hai affrontato questo discorso nel pratico?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ho affrontato la registrazione della parte pi\u00f9 intima [della colonna sonora] riflettendo sull\u2019intimit\u00e0 dell\u2019architetto, da solo, in quanto artista. Ho registrato il pianoforte di John Tilbury in relazione a questa esperienza, in modo che si potesse davvero percepire la sua presenza e sentire anche gli scricchiolii dello sgabello del pianoforte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E poi, all\u2019estremo opposto, c\u2019era il pianoforte che ho registrato al Caf\u00e9 Oto, con circa 16 microfoni, due dei quali erano U-89, microfoni a diaframma piuttosto grande usati spesso per le voci e posizionati per coprire diversi spazi del pianoforte.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il mio istinto iniziale, dopo aver letto la sceneggiatura, \u00e8 stato che si potesse ottenere molto dal pianoforte. Quindi molti di quei colpi profondi, quei suoni percussivi imponenti che sembrano enormi, provengono tutti dalla preparazione del pianoforte, fatta nello stile di John Cage, con monete e viti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Mi affascina capire come hai provato a restituire, attraverso il suono, la matericit\u00e0 dell\u2019architettura.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Per la prima volta da quando faccio musica ho usato un click, perch\u00e9 met\u00e0 della colonna sonora \u00e8 musica molto costruttiva. Questo significa che \u00e8 ritmicamente molto precisa, strutturata su una griglia con una base solida, ma ovviamente ci sono elementi che scivolano dentro e fuori da essa.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Questo cambiamento \u00e8 nato dalla necessit\u00e0 di adattarsi al montaggio del film o \u00e8 stata una scelta artistica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: No, \u00e8 stato voluto concettualmente in rapporto a ci\u00f2 di cui parlavi. Si trattava di concepire un suono che corrispondesse a un certo tipo di architettura, tenendo conto, ad esempio, del fatto che L\u00e1szl\u00f3 ha studiato al Bauhaus.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: E sei addirittura andato alle cave di marmo di Carrara per catturare il suono della materia\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ero interessato a fissare l\u2019idea dello spazio e di come suonasse. Gi\u00e0 prima delle riprese ho iniziato a interrogarmi su come suonassero i luoghi, e ad informarmi con Brady sulle location cos\u00ec da capire come potessero suonare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Quanto tempo hai trascorso a registrare a Carrara?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ho avuto accesso solo per un giorno. \u00c8 stato un processo semplice: punti il microfono e registri l\u2019eco, poi crei un riverbero da quello. Si trattava principalmente di sperimentare con diverse posizioni del microfono.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: \u00c8 un approccio molto concettuale e radicale per quello che potrebbe sembrare un film commerciale, considerando tutte le sue nomination, ma anche tenendo conto del tuo background da artista indipendente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ovviamente \u00e8 un film narrativo, ma penso che Brady sia molto radicale ed estremamente sperimentale. Lo colloco sempre nella stessa categoria di Carax e di quei registi che spingono la narrazione in flussi innovativi. Ho sentito un\u2019affinit\u00e0 con lo stile di regia di Brady nel modo in cui scrivo canzoni. Fin dal nostro primo incontro abbiamo sempre parlato dell\u2019idea del ritornello e di quanto tempo puoi aspettare prima di dare al pubblico la ricompensa del ritornello. Il tema di un film si rapporta al ritornello di una canzone: quando arriva, sai che \u00e8 il momento per catturare e incanalare l\u2019attenzione del pubblico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"&#039;The Brutalist&#039; Wins Best Original Score | 97th Oscars Speech (2025)\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/w7H--_73Sjk?start=83&#038;feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Tu e Brady Corbet avete collaborato strettamente durante la realizzazione della colonna sonora, e il film ha avuto una gestazione molto lunga, circa sette anni. A che punto del processo creativo hai iniziato a lavorare al progetto?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Brady e io passavamo molto tempo insieme, da amici, a parlare gi\u00e0 prima del film. Quando ha finito la sceneggiatura, ho fatto una prima sessione al pianoforte del Caf\u00e9 Oto per trovare la dimensione sonora del film, anche perch\u00e9 voleva realizzare un trailer per raccogliere fondi per finanziare il progetto. Questo \u00e8 successo alcuni anni prima che il film entrasse in produzione, perch\u00e9 poi \u00e8 stato ritardato a causa del COVID. E da quel momento in poi ho iniziato a lavorarci davvero in modo intenso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Gli eventi narrati nel film si sviluppano nell\u2019arco di quarant\u2019anni, cos\u00ec come la musica. Ad esempio, hai deciso di scrivere brani originali in stile jazz, come \u201cNew York\u201d e \u201cJazz Club\u201d, invece di usare musica di repertorio. Lo stesso \u00e8 stato fatto per il finale del film, ambientato negli anni \u201880. L\u2019idea di poter attraversare generi diversi \u00e8 stato pi\u00f9 una sfida o qualcosa di stimolante poter attraversare generi diversi?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: \u00c8 stata una sfida, ma penso che la parte degli anni \u201880 sia stata la pi\u00f9 divertente. Ero entusiasta del fatto che Brady passasse dal VistaVision al Betamax per le riprese. Il linguaggio visivo cambiava tecnicamente, quindi ho pensato che fosse una licenza per farlo anche con la musica. Ero molto emozionato dall\u2019idea che il pubblico avrebbe ascoltato musica acustica per tre ore e venti minuti e poi, improvvisamente, sarebbe arrivato il primo suono digitale proprio nell\u2019ultima vera svolta della storia. Ho finito quelle registrazioni proprio insieme Brady e al mio coinquilino: \u00e8 stato un bel modo di concludere il processo creativo, perch\u00e9 eravamo seduti attorno al mio Moog, a divertirci.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: E per quanto riguarda gli aspetti pi\u00f9 impegnativi? <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Penso che una delle difficolt\u00e0 sia stata mettere insieme le band per le diverse atmosfere. Ad esempio, per la scena jazz e poi per il salto temporale di dieci anni a New York. Mi piace il processo di scegliere con quali musicisti lavorare, soprattutto se anche loro hanno piacere di farlo con me. \u00c8 bello.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Questa \u00e8 il tuo secondo lavoro per un film. Ti sei lasciato ispirare da qualche compositore o colonna sonora del passato in particolare?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Sai una cosa? In realt\u00e0 non mi sono mai interessato molto alle colonne sonore. Le scopro attraverso i film, perch\u00e9 amo il cinema. Ricordo di aver chiesto a Brady se avessi dovuto ascoltare qualche colonna sonora prima di iniziare a lavorare alla musica, e lui mi ha detto: \u201cAssolutamente no\u201d [ride].&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Immagino che questo ti abbia dato molta libert\u00e0 creativa.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Di recente la BBC mi ha chiesto quali fossero le mie cinque colonne sonore preferite, ed \u00e8 stato interessante pensarci. Ne ho trovata solo una: <em>The Naked Island<\/em> [di Hikaru Hayashi, 1960]. Ho anche menzionato la musica di <em>Berlin Alexanderplatz<\/em> [di Fassbinder], ma poi mi sono reso conto che era solo perch\u00e9 il menu del DVD \u00e8 rimasto in loop nel mio appartamento per due settimane, e mi ci addormentavo insieme.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Prima di lavorare alle colonne sonore, hai vissuto molte esperienze musicali diverse. Hai suonato in band indie rock come Yuck e Cajun Dance Party, ma hai anche fatto una grande ricerca sul suono e la performance sia da solista che con altri musicisti. Queste esperienze hanno finito per influenzare il tuo lavoro per <\/strong><strong><em>The Brutalist<\/em><\/strong><strong>?<\/strong>&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Le cose che ho fatto da giovane le metto nella stessa categoria delle lezioni di nuoto o di altre cose che facevo da bambino. Per me il mio lavoro \u00e8 iniziato quando, a 22 anni, sono stato introdotto al Caf\u00e9 Oto. Un mio amico mi port\u00f2 l\u00ec per un concerto, ed \u00e8 stata quasi un\u2019epifania. \u00c8 stato un po\u2019 come quando ho visto per la prima volta i film di Kie\u015blowski a 17 anni. D\u2019un tratto sono stato introdotto alla musica improvvisata, e tutto ha iniziato ad avere senso per me. Era legato al mio modo di disegnare, che \u00e8 una cosa che ho sempre amato fare. Da quel momento ho iniziato a frequentare il Caf\u00e9 Oto e ho conosciuto [il sassofonista e session man sulla colonna sonora] Seymour Wright, che ha avuto un grande impatto sul mio modo di lavorare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: A proposito di disegno, hai un ritratto di Son, il giocatore del Tottenham, realizzato da Rose Wylie sulla tua parete. Sei appassionato di calcio?&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: S\u00ec, mi piace molto il calcio, tifo per il Tottenham. Tu?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Torino.&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Oooh, avete avuto quel portiere inglese per una stagione, vero?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Joe Hart? La gente lo adorava. <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Ho una dipendenza dal telefonare a Talk Sports, forse perch\u00e9 mio padre l\u2019ascoltava sempre. Ricordo che una volta stavamo registrando nel mio appartamento e il violinista mi ha chiesto se potevo abbassare la radio. Non mi ero nemmeno reso conto che fosse accesa, per me \u00e8 una cosa naturale averla in sottofondo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Il calcio ha fatto parte anche del processo di registrazione di <\/strong><strong><em>The Brutalist<\/em><\/strong><strong>? <\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DB: Durante la registrazione di <em>The Brutalist<\/em> ho suonato molto con Tom Wheatley, il contrabbassista, che appare anche nella scena del jazz club nel film. In quel periodo abbiamo fatto un concerto a Berlino come duo e, mentre provavamo, c\u2019era una partita del Tottenham che ovviamente volevamo vedere. Cos\u00ec abbiamo fatto un trio di 90 minuti con la partita. \u00c8 stato incredibile, perch\u00e9 suonavamo seguendo le dinamiche del match. Sarebbe bello farlo per un\u2019intera stagione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: Daniel Blumberg. Fotografia di Ilana Blumberg.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato il compositore dietro la colonna sonora di The Brutalist, la cui audacia artistica e visione radicale affondano le radici in un caff\u00e8 di East London, e anche nel calcio.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":1501,"template":"","categories":[],"tags":[19,21],"class_list":["post-1502","editorial","type-editorial","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cinema-it","tag-soundtracks-it"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial\/1502","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/editorial"}],"about":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/editorial"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1501"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}