{"id":1635,"date":"2025-06-06T09:35:46","date_gmt":"2025-06-06T07:35:46","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=1635"},"modified":"2025-06-06T17:34:25","modified_gmt":"2025-06-06T15:34:25","slug":"il-jukebox-di-hollywood-intervista-con-randall-poster","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/il-jukebox-di-hollywood-intervista-con-randall-poster\/","title":{"rendered":"Il jukebox di Hollywood: intervista a Randall Poster"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><br><strong>Da <em>Kids<\/em> di Larry Clark all\u2019ultima fatica cinematografica di Wes Anderson, <em>The Phoenician Scheme<\/em>, passando per Martin Scorsese, Sofia Coppola e Todd Haynes, negli ultimi trent\u2019anni Randall Poster \u00e8 il punto di riferimento del cinema per tutto ci\u00f2 che riguarda la musica. Se esiste un segreto per trasformare una colonna sonora in cult atemporale, Randall lo conosce. Lo abbiamo intervistato per capire su cosa posa la puntina l\u2019uomo pi\u00f9 ascoltato di Hollywood, e perch\u00e9.<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mondo del cinema, la musica non \u00e8 solo un elemento di sottofondo: \u00e8 una forza narrativa, un catalista di atmosfere, un amo che fa riaffiorare ricordi. Pochi lo sanno meglio di Randall Poster, l\u2019uomo a cui tutta Hollywood porge l\u2019orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno dei music supervisor pi\u00f9 influenti del cinema contemporaneo, Poster ha trascorso gli ultimi tre decenni a plasmare paesaggi sonori per registi che vedono nella musica \u2013 soprattutto di repertorio \u2013 uno strumento narrativo essenziale. Dall\u2019accompagnamento sonoro dei mondi onirici e perfettamente simmetrici di Wes Anderson all\u2019energia delle colonne sonore di Martin Scorsese, il tocco di Poster \u00e8 una mano inconfondibile ma al tempo stesso mai invasiva, capace di guidare le emozioni di una pellicola senza sovrastare l\u2019immagine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbe sostenere che il primo singolo acquistato dal giovane Randaal, <em>Laughing<\/em> dei The Guess Who, ne abbia forgiato l\u2019identit\u00e0 sonora a venire, con quelle scelte intrise di bubblegum pop e riff jingle-jangle capaci di rendere le colonne sonore da lui curate dei classici istantanei, delle madeleine musicali. Guai, per\u00f2, a definirlo nostalgico. Poster \u00e8 un ponte generazionale, che dona nuova vita e significati ai brani selezionati. Se oggi \u201cStrangers\u201d dei Kinks o \u201cLe temps de l\u2019amour\u201d di Fran\u00e7oise Hardy convivono fianco a fianco con l\u2019hyperpop nelle playlist dei tardo-millennial e della Gen Z, \u00e8 anche merito suo. \u00c8 Poster ad aver salvato i Creation e la West Coast Pop Art Experimental Band dall\u2019essere meri feticci per collezionisti di Discogs. Dopotutto, il suo esordio nell\u2019industria cinematografica con <em>Kids<\/em>, opera cult di Larry Clark, potrebbe spiegare questa sua visione capace di sfidare il tempo, e di porre l\u2019heritage e il presente in un continuo e fruttuoso dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un istinto infallibile per la traccia perfetta e un profondo rispetto per il potere della musica nel cinema, molte delle scene su cui Poster ha lavorato sono diventate pietre miliari. Ma, come sottolinea lui stesso, non \u00e8 mai un lavoro velleitario o in solitaria: \u00e8 uno sforzo corale, in cui \u00e8 il music supervisor a mettersi al servizio del film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poich\u00e9 nella carriera di Poster ogni puntina fatta sapientemente cadere su un disco \u00e8 un segreto ed un tesoro da tramandare, lo abbiamo intervistato in occasione della sua ultima fatica, ancora una volta al fianco di Wes Anderson, in <em>The Phoenician Scheme<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: The Phoenician Scheme (Original Soundtrack)\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/1OfdVUQReIyTl3iXNFrngM?si=BHMi0y4eTwedJ6Cc9pwMOQ&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">La colonna sonora di <em>The Phoenician Scheme<\/em>, il nuovo film di Wes Anderson, unisce brani originali di Alexander Desplat con musica di repertorio a cura di Randall Poster.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lorenzo Ottone: Hai iniziato a lavorare come music supervisor pi\u00f9 di trent\u2019anni fa. Come \u00e8 nata questa passione per il dialogo tra musica e cinema? C\u2019\u00e8 stata una sorta di epifania?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Randall Poster: No, non c\u2019\u00e8 stata davvero un\u2019epifania. Sono sempre stato pazzo per il cinema e pazzo per la musica, e in un certo senso sono cresciuto o sono diventato adulto in un\u2019epoca d\u2019oro per entrambi. Prima del digitale, andavamo a vedere cinque film a settimana. Sono cresciuto a New York, dove c\u2019era anche tantissima musica. Essere un sedicenne a New York nel 1978 significava essere al centro del fermento culturale, tutto era vivo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Erano gli anni del massimo splendore di Max&#8217;s Kansas City e del CBGB, giusto?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Esattamente. Potevi andare in discoteca il venerd\u00ec sera e poi al CBGB o al Mud Club il sabato. C\u2019era anche tanto art rock. E c\u2019erano le ragazze, che sono sempre state un traino [ride].<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Qual \u00e8 stato il primo disco che ricordi di aver comprato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Il primo singolo \u00e8 stato \u201cLaughing\u201d dei The Guess Who, che sono riuscito a inserire in <em>Christine<\/em> di Antonio Campos. Il primo album \u00e8 stato <em>Every Picture Tells a Story<\/em> di Rod Stewart. \u201cMaggie May\u201d \u00e8 ancora oggi il mio assolo di chitarra preferito\u2026e non l\u2019ho ancora inserito in un film.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Come hai iniziato a selezionare la musica per i film?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Ero all\u2019universit\u00e0, studiavo letteratura inglese e non avevo un vero piano per la vita dopo la laurea. Ho scritto una sceneggiatura con un mio amico del college su una stazione radio universitaria e la crescente corporativizzazione del mondo musicale. Decidemmo di provare a realizzare il film in modo indipendente. E cos\u00ec facemmo. \u00c8 stato l\u00ec che ho scoperto come assemblare la musica per un film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il film si chiamava <em>A Matter of Degrees<\/em>, ed era fatto interamente di canzoni. Nessuna colonna sonora originale. A quanto pare, avevo una certa facilit\u00e0 in questo, e trovavo emozionante coinvolgere nel progetto le rock band che amavo.<br>Decisi che quello che volevo davvero fare era lavorare con grandi registi, e che se avessi fatto della musica la mia specialit\u00e0, quello sarebbe stato il punto di contatto. E fortunatamente, o miracolosamente, \u00e8 andata cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Direi che ha funzionato meravigliosamente, pi\u00f9 che miracolosamente, finora\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Direi proprio di s\u00ec. Ho iniziato a fare film con i miei coetanei, che a loro volta si sono imposti come registi. <em>The Phoenician Scheme<\/em> \u00e8 il dodicesimo film che faccio con Wes, e con Richard Linklater ne ho fatti quasi altrettanti. Con Christine Vachon e Todd Haynes lavoro fin dai loro esordi. La mia fortuna \u00e8 stata ritrovarmi con persone della mia generazione che volevano fare cinema, diventare produttori e registi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1628\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe-300x225.jpg 300w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe-768x576.jpg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe-1536x1153.jpg 1536w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam_sugar_journal_randall_poster_brigitte_lacombe.jpg 1631w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Randall Poster, fotografia di Brigitte Lacombe.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>La tua generazione \u00e8 piuttosto nostalgica? Hai parlato con grande affetto della tua adolescenza in quell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro della musica e del cinema, e mi ha fatto pensare a quanto l\u2019estetica dei registi con cui collabori spesso sia retromaniaca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: No, non direi. Ho sempre avuto voglia di inserire brani o pezzi musicali a cui sono legato o che ritengo degni di essere riscoperti, ma non definirei questo approccio nostalgico. Lavoro spesso su film in costume. Per esempio, <em>The Phoenician Scheme<\/em> \u00e8 ambientato nei \u201850. Molti film che ho fatto con Scorsese lo sono altrettanto: anni \u201920, \u201930&#8230;<br>Probabilmente ho vissuto e lavorato in ogni decennio, ma per me la sfida non \u00e8 usare la musica in modo nostalgico, ma usarla per dare vita a quei periodi. Penso a <em>The Irishman<\/em> e a come abbiamo riproposto quei brani: alcuni sono famosi, altri sconosciuti al grande pubblico, ma li fai rivivere, li rendi nuovamente contemporanei.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>\u00c8 affascinante come molte delle tracce che scegli vengano poi fatte proprie dalle nuove generazioni, che poi vi assegnano nuovi significati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Pensa a <em>I\u2019m Not There<\/em> di Todd Haynes. Quando c\u2019\u00e8 la svolta elettrica di Dylan, non provi lo shock che ebbe chi lo vide la prima volta, giusto? Quindi \u2013 mi sono chiesto \u2013 come restituire un po\u2019 di quello shock? Non si tratta di nostalgia, ma di rinnovare la scoperta. Abbiamo aggiunto un po\u2019 pi\u00f9 di elettricit\u00e0 e dissonanza, per fare sembrare il momento pi\u00f9 pericoloso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Qual \u00e8, quindi, lo scenario ideale per fare incontrare musica e girato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Mi esalto quando in un film ambientato nel passato sento qualcosa che sembra nuovo, o non ancora scoperto, ed io posso dargli nuova linfa vitale, usandolo da solo o grazie al contesto in cui lo inserisco.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Ti \u00e8 mai capitato che un brano fosse cos\u00ec coinvolgente da distogliere l\u2019attenzione dal film? L\u2019equilibrio sembra fondamentale nel tuo lavoro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Il concetto della nostalgia pu\u00f2 essere una sfida per il pubblico, perch\u00e9 pu\u00f2 evocare associazioni che prendono il sopravvento sul film e che distraggono dallo storytelling. Per esempio, con i Beatles ci sono cos\u00ec tante associazioni che \u00e8 difficile usarli in modo originale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Pensavo a Scorsese, con cui hai collaborato. In <\/strong><strong><em>Mean Streets<\/em><\/strong><strong>, che mi ricorda il tuo approccio alle colonne sonore, osa usare i Rolling Stones e riesce comunque a dar loro significati nuovi, rinfrescanti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Questo \u00e8 il vantaggio di lavorare con grandi registi: riescono a ricontestualizzare la musica e a conferirvi una nuova anima. A volte, quando una canzone [celebre] \u00e8 molto costosa [da licenziare], penso: \u201cOttimo, questo significa che verr\u00e0 usata il meno possibile.\u201d<br>Se si tratta di un regista affermato, allora non \u00e8 pretenzioso usare [la musica di] un grande artista. Ma a volte i registi pi\u00f9 giovani mettono, per esempio, i Rolling Stones in una scena e dicono: \u201cNon \u00e8 fantastico?!\u201d Purtroppo, sono io a dover dire loro che il film non riesce a reggere quel peso. Non pu\u00f2 reggere l\u2019eredit\u00e0, la forza di una loro canzone. Se un film non \u00e8 abbastanza valido da reggere un capolavoro musicale, ne viene schiacciato.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Il tuo lavoro potrebbe sembrare analogo al compilare playlist, ma in realt\u00e0 sei spesso sul set. Va sempre tutto liscio?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Quando stavo lavorando a <em>The Wolf of Wall Street<\/em>, c\u2019era una scena ambientata ad un matrimonio. Come band stavamo usando Sharon Jones \u2013 riposi in pace \u2013 e i Dap Kings, con cui abbiamo registrato mezza dozzina di brani, tra cui \u201cGoldfinger\u201d, che \u00e8 nella colonna sonora. Per\u00f2, mi chiamano sul set e mi dicono: \u2018C\u2019\u00e8 Leo [DiCaprio] vuole ballare su \u201cBaby Got Back\u201d [di Sir Mix-A-Lot]\u2019. Non l\u2019avevamo registrata, ma Sharon Jones e i Dap Kings erano l\u00ec, quindi&#8230; l\u2019abbiamo improvvisata. Nel film, all\u2019improvviso parte \u201cBaby Got Back\u201d, lui fa quella danza assurda, e poi si passa a \u201cYou Pretty Thing\u201d di Bo Diddley. Uno pensa: \u201cMa da dove \u00e8 uscita questa roba?\u201d<br>\u00c8 logicamente incongruente, ma creativamente funziona. Dagli anni \u201960, tutto d\u2019un tratto, prende vita.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"687\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-1024x687.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1634\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-1024x687.webp 1024w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-300x201.webp 300w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-768x515.webp 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-1536x1031.webp 1536w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Cam-Sugar-Journal-Randall-Poster-Kids-Larry-Clarke-credits-Gunars-Elmuts.jpg-2048x1374.webp 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Kids<\/em> (1995) di Larry Clark ha segnato il debutto di Randall Poster nell&#8217;industria cinematografica. Credits Gunars Elmuts.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Il modo in cui usi la musica spesso sfida il tempo. Sto pensando a <em>Priscilla<\/em> di Sofia Coppola, e a come hai inserito la versione dei Ramones di &#8220;Baby I Love You&#8221;, che ovviamente non era ancora stata incisa quando Elvis e Priscilla si erano appena sposati.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Credo che molto del merito vada attribuito a Sofia. In tutti i suoi film, in un certo senso, le emozioni sono pi\u00f9 importanti della logica. Ha un istinto incredibile per queste cose, e serve anche una buona dose di sicurezza. Prendi i Ramones in quel film: \u00e8 un modo per dire che non seguirai una strada convenzionale, \u00e8 una scelta dettata dall\u2019energia che quella musica trasmette. Questo deriva dall\u2019impegno che un regista mette nel seguire la propria visione e dagli strumenti che decide di usare per trasmettere al meglio la storia.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: A proposito, hai ancora incertezze ed insicurezze quando lavori ad una colonna sonora o ormai padroneggi l\u2019arte?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Penso che chiunque abbia avuto una carriera duratura ti direbbe che ha ancora molti dubbi, alle volte. Credo che sia quello a tenerti sveglio, a farti mettere in discussione i dogmi. Uno pu\u00f2 anche dire, ecco una regola: i pois e le righe non stanno bene insieme. Giusto?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: A meno che tu non sia in una band psichedelica nel 1967\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: E poi, all\u2019improvviso, entra in ufficio un ragazzo vestito con i pois e le righe e via, tutto cambia. Quindi cerco di non impormi troppe regole. Mi piace molto lavorare con registi giovani, cos\u00ec non entro in una stanza mettendo barriere. Sono aperto all\u2019esplorazione. Se penso che qualcosa non funzioni, lo disco. Ma non perch\u00e9 ci sia una regola che lo vieta: semplicemente funziona o non funziona, lo senti. Mi piace l\u2019idea di aiutare qualcuno a dare forma a un linguaggio e a una visione nuovi, invece di ripetere gli stessi schemi gi\u00e0 usati.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: In questo senso, il tuo lavoro \u00e8 stato fondamentale per mettere le nuove generazioni in contatto con musica pi\u00f9 vecchia, a volte dimenticata. Ci pensi mai alla legacy che stai lasciando?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Qualche settimana fa sono stato invitato in un cinema d\u2019essai a Great Barrington, in Massachusetts. Una cittadina adorabile, dove la comunit\u00e0 ha comprato un cinema che stava per essere chiuso e l\u2019ha salvato. Ho proiettato tre <em>double bill<\/em>: ogni volta ho abbinato un film che mi ha ispirato con uno a cui ho lavorato. Abbiamo proiettato <em>Somewhere<\/em> di Sofia [Coppola] insieme a <em>The Grand Budapest Hotel<\/em>, <em>American Graffiti<\/em> con <em>School of Rock<\/em>, e <em>Mean Streets<\/em> con <em>The Wolf of Wall Street<\/em>. Il pubblico mi ha fatto molte domande su Wes, e <em>Rushmore<\/em> tornava spesso al centro dei discorsi. Per il pubblico pi\u00f9 giovane, a quanto pare, \u00e8 stato davvero una pietra miliare, ha avuto un valore rivelatorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono reso conto che uno pu\u00f2 conoscere tutto il percorso musicale che ci ha portato, per esempio, alla British Invasion, ma per le nuove generazioni non \u00e8 necessariamente cos\u00ec. \u00c8 entusiasmante pensare che per molte persone i film possano essere una porta d\u2019accesso alla scoperta musicale. Grazie a film come <em>Rushmore<\/em> c\u2019\u00e8 stata, senza dubbio, una riscoperta artisti come Cat Stevens o Fran\u00e7oise Hardy.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Studi ancora molto o, arrivato a questo punto della tua carriera, la tua testa \u00e8 un immenso archivio musicale, un grande cloud?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Continuo a lavorare molto per tenermi aggiornato. Se mi chiedessi l\u2019anno esatto in cui \u00e8 uscita una certa canzone, probabilmente non te lo saprei dire. Non sono fatto cos\u00ec.<br>Prendi <em>The Grand Budapest Hotel<\/em>, per esempio: abbiamo fatto ricerche su tutti i compositori dell\u2019Europa centrale, su diversi tipi di musica popolare. Per me \u00e8 davvero divertente, \u00e8 come fare i compiti. Devi affrontarlo con un approccio quasi scolastico, con rigore accademico.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Il tuo approccio alle colonne sonore \u00e8 sorprendentemente \u201cplaylistabile\u201d. Ovviamente ha radici nel mondo analogico \u2013 fatto di canzoni copiate religiosamente dal vinile alle cassette per amici o amanti \u2013 ma allo stesso tempo suona molto contemporaneo, in linea con il modo in cui oggi fruiamo la musica sulle piattaforme.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Tornando a <em>Rushmore<\/em>. \u00c8 interessante perch\u00e9 \u00e8 uscito prima della diffusione dei servizi di streaming, quindi non era facile accedere a tutte quelle canzoni. Ora puoi trovare molto pi\u00f9 facilmente playlist gi\u00e0 pronte o suggerite.<br>Quando, alle volte, qualcuno dice che la musica in una certa serie \u00e8 fantastica, vado a vedere e riesco subito a capire se hanno semplicemente fatto la curatela tramite Spotify e se hanno trovato la musica grazie all\u2019algoritmo. Non voglio essere troppo critico, ma \u00e8 un approccio diverso.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Si potrebbe dire che \u00e8 come comprare un capo in una catena di fast fashion invece di farselo confezionare su misura. Qual \u00e8 la vera differenza?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: \u00c8 il tempo che dedichi a pensare alle cose. Detto ci\u00f2, la rivoluzione digitale ha reso possibile per me fare tutti i film che ho fatto. Una volta si trattava di spedire VHS avanti e indietro. Viaggiavo a Los Angeles con una valigia piena di CD per lavorare su un progetto. Ora, in trenta minuti puoi inviare quindici brani montati su altrettante scene, o quanti ne vuoi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: C\u2019\u00e8 qualcosa che ti manca di quel periodo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Mantengo ancora la mia disciplina, ma oggi c\u2019\u00e8 meno pazienza che in passato. All\u2019inizio, dovevi trasferire qualcosa su nastro magnetico, e poi tagliarlo a mano. Mostravi tre opzioni per una scena a un regista, e lui diceva: \u2018Fammici pensare. Vado a fare una passeggiata.\u2019 Vorrei che fosse ancora cos\u00ec. Oggi \u00e8 come stare ad un buffet.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Hai una mente cinematografica quando ascolti musica? Associ immediatamente i brani a determinati tipi di scene?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Diciamo che ci sono canzoni che conservo a lungo, in attesa del film giusto. Un esempio significativo per me e Wes \u00e8 stata \u201cLet Her Dance\u201d dei Bobby Fuller Four: ci abbiamo messo dieci anni prima di usarla per <em>Fantastic Mr. Fox<\/em>. E ne abbiamo ancora altre\u2026<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Il caso Mattei\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/5OOwHhbxT9vvnFpmMa0JoV?si=kGjW8U5iSCe8jnYXtT0_9A&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Una di queste \u00e8 la colonna sonora di Piero Piccioni per <em>Il caso Mattei<\/em>, se non sbaglio. Ha influenzato in qualche modo il tuo ultimo lavoro con Wes, <em>The Phoenician Scheme<\/em>?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Direi che <em>Il caso Mattei<\/em> \u00e8 stata ancora una volta qualcosa che abbiamo provato in diversi film. Wes aveva quella colonna sonora in testa, e poi il film si \u00e8 evoluto man mano che lui prendeva visione di ci\u00f2 che stava realizzando. Tuttavia, \u00e8 servita da modello, da ispirazione. \u00c8 stata sicuramente la Stella Polare per avere un\u2019idea dell\u2019identit\u00e0 che avrebbe dovuto avere la colonna sonora.<br><br>Da quando Wes ha iniziato a fare film d\u2019animazione, con <em>Fantastic Mr. Fox<\/em>, ha preso l\u2019abitudine di realizzare animatic per tutti i suoi film: questo aiuta tutti a sapere cosa costruire, eccetera. <em>Il caso Mattei<\/em> era presente nell\u2019animatic.<br>Stravinsky ha un ruolo importante nel film, quindi, a quel punto, bisognava potenziare quei momenti. Ed \u00e8 per questo che alla fine [<em>Il caso Matte<\/em>i] non \u00e8 stato incluso nel film.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Cosa ti attrae delle colonne sonore italiane?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Quello che trovo davvero interessante in molte colonne sonore italiane \u00e8 il mix tra archi e chitarre elettriche, l\u2019introduzione di strumenti rock and roll nelle musiche da film. Molti di questi compositori italiani hanno incorporato proprio quel suono. Ci siamo divertiti moltissimo a registrare la colonna sonora e le canzoni di David Bowie interpretate da Seu Jorge per <em>The Life Aquatic<\/em> ai Forum Studios (ex Orthophonic Studios) di Roma. \u00c8 stato incredibile essere in studio e vedere tutti quegli strumenti ancora l\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Penso che ci sia ancora spazio per far evolvere quell\u2019approccio alle musiche da film. Adoro quelle foto di band egiziane con orchestre dall\u2019aspetto classico accanto a tre tizi con delle Stratocaster. Mi piacerebbe creare qualcosa che catturi proprio quella combinazione essenziale, e lavorare a una colonna sonora arrangiata con quel tipo di strumentazione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Forse \u00e8 una nuova avventura per te e CAM Sugar&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: la musica CAM era davvero difficile da reperire, ma da quando Sugar l\u2019ha acquistata, per me \u00e8 diventato molto pi\u00f9 semplice. Vi adoro!<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Quei dischi entravano in classifica, accanto ai singoli pop, e a volte superavano in popolarit\u00e0 persino il film per cui erano stati registrati. Le colonne sonore originali oggi sembrano molto meno gettonate rispetto a quelle realizzate con brani di repertorio. Come te lo spieghi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Quando gli LP e CD andavano ancora per la maggiore, la gente li comprava e le etichette ci guadagnavano. I vinili erano dei veri e propri strumenti promozionali per un film. C\u2019\u00e8 stato un periodo in cui le case discografiche avevano voce in capitolo anche in sala di montaggio, perch\u00e9 era redditizio \u2013 ma non \u00e8 mai stata una cosa che mi interessava pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora le colonne sonore vengono caricate sulle piattaforme di streaming e i compositori vengono pagati direttamente, quindi l\u2019etichetta della colonna sonora guadagna poco nulla. \u00c8 quello che viene chiamato \u2018death of the soundtrack album\u2019.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: Ma tu ascolti ancora musica in formato fisico, vero? A questo punto della tua vita devi avere una collezione impressionante.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: S\u00ec, ma non mi sono mai considerato un collezionista. Semplicemente, avevo i miei dischi, che ho portato con me al college, poi a San Francisco, e nei vari traslochi. Vent\u2019anni fa ci siamo trasferiti in una casa e li ho tenuti in garage, ma non mi ero accorto che si era allagato. Cos\u00ec, ho perso la mia collezione di dischi e i ricordi che ci stavano dentro&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO:<\/strong> <strong>Una storia triste ma tragicamente comune\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: Ho deciso che non mi sarei lasciato sopraffare, anche perch\u00e9 avevo gran parte della musica su CD. Ma durante un\u2019intervista con Terry Gross su <em>NPR Fresh Air<\/em>, mi \u00e8 stato chiesto se ci fosse qualcosa che mi sarebbe piaciuto riavere in vinile. La risposta \u00e8 stata <em>On the Beach<\/em> di Neil Young, la versione con l\u2019interno della copertina con il pattern floreale. Sai che? Ne ho ricevute 12 copie dagli ascoltatori!<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LO: C\u2019\u00e8 qualcosa nella tua lista dei desideri che i lettori di CAM Sugar potrebbero avere per te?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RP: No, va bene cos\u00ec! [ride]<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>The Phoenician Scheme<\/em> di Wes Anderson, con la colonna sonora a cura di Randall Poster e le musiche originali di Alexandre Desplat, \u00e8 ora al cinema.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"614\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack-1024x614.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1630\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack-1024x614.webp 1024w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack-300x180.webp 300w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack-768x461.webp 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack-1536x922.webp 1536w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/cam-sugar-journal-randall-poster-rushmore-wes-anderson-soundtrack.webp 2000w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><em>Rushmore<\/em> (1998) di Wes Anderson \u00e8 uno dei film che pi\u00f9 ha segnato e contribuito a far conoscere l&#8217;approccio di Randall Poster alla curatela musicale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: The Royal Tenenbaums, Wes Anderson (2001), frame from the film<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Kids di Larry Clark all\u2019ultima fatica cinematografica di Wes Anderson, The Phoenician Scheme, passando per Martin Scorsese, Sofia Coppola e Todd Haynes, negli ultimi trent\u2019anni Randall Poster \u00e8 il punto di riferimento del cinema per tutto ci\u00f2 che riguarda la musica. 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