{"id":1703,"date":"2026-02-09T18:40:38","date_gmt":"2026-02-09T17:40:38","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=1703"},"modified":"2026-02-09T18:41:50","modified_gmt":"2026-02-09T17:41:50","slug":"milano-da-set","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/milano-da-set\/","title":{"rendered":"Milano da set"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><em>Dal boom al reflusso, il cinema italiano ha saputo raccontare Milano ed i suoi cambiamenti sociali attraverso i suoi luoghi emblematici \u2013 celebri, mutati o scomparsi. Dal vecchio San Siro alla Torre Velasca, dallo store Fiorucci alle luci di Metanopoli, un percorso tra alienazione, sogni e contraddizioni che ripercorriamo insieme ad una playlist per riscoprire la citt\u00e0.<\/em><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLambertoni! Ma cosa f\u00e0 chi a Mil\u00e0n cu stu cald?\u201d La battuta pronunciata dal debitore seriale Alberto Nardi (Alberto Sordi) ne <em>Il vedovo<\/em> di Dino Risi basterebbe da sola a fotografare l\u2019intero sentire di una stagione \u2013 quella del miracolo economico \u2013 e di una citt\u00e0 \u2013 Milano \u2013 che ne \u00e8 stata indiscussa protagonista, dove gli affari non si fermano nemmeno sotto la canicola estiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1959, anno di uscita della pellicola, Milano \u00e8 una citt\u00e0 lanciatissima come la sua edilizia di cui \u00e8 emblema la Torre Velasca, progettata dallo studio BBPR e completata appena l\u2019anno precedente. Ventisei vertiginosi piani in pieno stile modernista, appartamenti con filodiffusione e il portinaio con tanto di uniforme e cappello <em>brandizzato<\/em> \u2013 si direbbe oggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il boom promette miracoli, inebria, fa fare passi pi\u00f9 lunghi della gamba a un popolo di rusconi \u2013 grandi lavoratori lombardi \u2013 ma altrettanto di cialtroni e affabulatori, come il Nardi. Risi, con l\u2019acume di un sociologo e il cinismo spietato di chi ha visto le acrobazie comportamentali degli italiani durante la guerra ed il Ventennio, \u00e8 il cantore perfetto di questi <em>mostri<\/em>. Tant\u2019\u00e8 che avrebbe voluto riconfermare Sordi anche nel successivo <em>Il sorpasso<\/em>, salvo poi fare la storia con Gassman.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco che le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, tra promesse di spinta all\u2019economia, polemiche assortite e gli immancabili scandali edilizi, fanno tornare alla mente la grande illusione del boom. I tempi, e con essi Milano, certo sono cambiati. Nelle sale nessun cinepanettone a sfondo olimpico, e Cipollino Boldi passato da simbolo della citt\u00e0 a nemico del comune senso del pudore nel giro di una battuta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-spotify wp-block-embed-spotify wp-embed-aspect-21-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Spotify Embed: Milano through cinema\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/playlist\/70ebkGIJHk5d7WEAeOLxR5?si=4ee87b9a7ebe48e2&amp;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure c\u2019\u00e8 stata una lunga stagione in cui il nostro cinema \u00e8 stato narratore privilegiato di Milano, citt\u00e0-paradigma attraverso cui i registi \u2013 ma anche i compositori \u2013 hanno raccontato l\u2019evoluzione del costume. I suoi luoghi \u2013 amati, mutati e scomparsi \u2013 compongono oggi una mappa alternativa per navigare la citt\u00e0. Un percorso che CAM Sugar ha tratteggiato attraverso una playlist, <em><a href=\"https:\/\/open.spotify.com\/playlist\/70ebkGIJHk5d7WEAeOLxR5?si=91d0bf241fa64486\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"\">Milano through Cinema<\/a><\/em>, per accompagnare questa deriva e (ri)scoprire la citt\u00e0 attraverso le musiche del suo catalogo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A inizio Sessanta jazz e cemento servono a commentare la tensione modernista di una citt\u00e0 spietata dove, dietro il buon viso del consumismo e le promesse del miracolo economico, si cela l\u2019alienazione pi\u00f9 profonda. <em>Il vuoto<\/em>, per parafrasare una pellicola di quegli anni diretta da Piero Vivarelli e dalle potenti musiche jazz di Armando Trovajoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La notte di Antonioni \u00e8 un dedalo sentimentale, come le strade di una Milano in costruzione, una citt\u00e0 \u2013 futuristicamente parlando \u2013 che sale, illude e opprime. Ecco che la Torre Velasca torna ne<em> La vita agra<\/em> (1964), come incarnazione di questa condizione transitoria, negli incubi di Luciano Bianchi (Ugo Tognazzi) che sogna di camminare sul suo cornicione, con sotto solo <em>il vuoto<\/em> \u2013 per parafrasare una pellicola dello stesso anno diretta da Piero Vivarelli e dalle potenti musiche jazz di Armando Trovajoli. \u201cVita agra, quass\u00f9. Caschi a terra e nessuno ti raccoglie.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono la Torre Branca, la Breda e la Galfa, ma anche i profili dei palazzi e grattacieli di Metanopoli, la cittadella Eni di San Donato, i cui neon nella notte fanno da sfondo alle scorribande della giovent\u00f9 bruciata di <em>Milano nera<\/em>. Per capire meglio l\u2019identit\u00e0 dell\u2019opera bisogna tornare al titolo della prima sceneggiatura, scritta da Pasolini come contraltare meneghino dei ragazzi di vita romani: <em>La nebbiosa<\/em>. Un appunto paesaggistico dove la nebbia padana, cifra e stereotipo della citt\u00e0, incontra quella simbolica delle fabbriche del boom, ma anche del mondo dei giovani Teddy Boys, torbido agli occhi dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"548\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-il-vedovo-torre-velasca-1024x548.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1704\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-il-vedovo-torre-velasca-1024x548.jpg 1024w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-il-vedovo-torre-velasca-300x160.jpg 300w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-il-vedovo-torre-velasca-768x411.jpg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-il-vedovo-torre-velasca.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Torre Velasca dello studio BBPR ne Il vedovo (1959) di Dino Risi.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se nei Sessanta Roma \u00e8 il cinema italiano, Milano resta comunque imprescindibile. \u00c8 sotto la Madonnina che Nanni Loy ambienta <em>Audace colpo dei soliti ignoti<\/em> (1959), sequel del classico di Monicelli. In questo senso sono piuttosto esplicativi i due titoli scelti per il mercato estero: <em>Fiasco in Milan <\/em>e<em>Hold-up \u00e0 la Milanese. <\/em>Accompagnato dal jazz di Piero Umiliani con la partecipazione di Chet Baker alla tromba, il film ha tra i suoi luoghi la Stazione Centrale. \u00c8 qui che, sotto lo sguardo imponente del Pirellone di Gio Ponti e Pier Luigi Nervi, arriva la sgarrupata banda di ladri, fingendosi tifosi della Roma in trasferta a Milano. Interrogato in commissariato sull\u2019alibi, Peppe Pantera (Vittorio Gassman) reciter\u00e0 infatti a memoria la cronaca della partita letta sul giornale. \u201cScusi se mi permetto, solo dodici [pregiudicati] su quasi mille tifosi romanisti \u00e8 una percentuale irrisoria, tra i laziali sono molto maggiori.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I binari della Stazione Centrale sono, insieme a torri e grattacieli, significante del miraggio della Milano del Dopoguerra, come racconta anche <em>Rocco e i suoi fratelli <\/em>(1960) di Visconti. Il bianco e nero accentua la polarizzazione fatta di alti e bassi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le guglie del Duomo, meta di appuntamenti di giovani coppie, e la minaccia di Nadia (Annie Girardot) di buttarsi gi\u00f9, esausta e amareggiata da una vita che sembra non riservare pi\u00f9 spazio per i sentimenti. C\u2019\u00e8 la desolazione dell\u2019idroscalo \u2013 ancora lontanissimo dalla riqualificazione portata dall\u2019Expo \u2013 e la Palestra Visconti dove Rocco (Alain Delon) si allena a pugilato, spazio di riscatto sociale e negoziazione di identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:0px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"732\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-rocco-e-i-suoi-fratelli-2-732x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1706\" style=\"aspect-ratio:0.7148646347692832;width:680px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-rocco-e-i-suoi-fratelli-2-732x1024.jpg 732w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-rocco-e-i-suoi-fratelli-2-214x300.jpg 214w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-rocco-e-i-suoi-fratelli-2.jpg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">In Rocco e i suoi fratelli (1960) il Duomo \u00e8 simbolo dei contrasti della citt\u00e0.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche quando la disillusione per la fine del miracolo economico deflagra nella violenza politica, Milano continua a essere teatro privilegiato per la narrazione cinematografica.\u00a0Se il \u201868 italiano ha tra i momenti cardine gli scontri di Valle Giulia a Roma, \u00e8 la strage di Piazza Fontana nel dicembre 1969 a dare il l\u00e0 alla strategia della tensione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Liliana Cavani, ne<em> I cannibali<\/em> (1969) usa la metropoli come spazio distopico per ambientare la sua rilettura contemporanea de <em>L\u2019Antigone<\/em> di Sofocle. In un potente esercizio di simbolismo e denuncia, Pierre Clementi si aggira con una una sciarpa rossa al collo tra le strade di una citt\u00e0 dove l\u2019asfalto \u00e8 coperto da corpi di giovani ribelli. Anche la musica sottolinea questo cambiamento. Il jazz di Umiliani, Trovajoli e Piccioni non \u00e8 pi\u00f9 un linguaggio dirompente, ma \u00e8 ora Ennio Morricone a interpretare il sentimento del nuovo cinema di protesta, tra dissonanze e psichedelia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DUi7p1uDQcQ\/?img_index=1\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" title=\"Scopri i luoghi della Milano cinematografica sul profilo Instagram CAM Sugar\">Scopri i luoghi della Milano cinematografica sul profilo Instagram CAM Sugar<\/a><\/strong><\/h4>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>In San Babila Ore 20: un delitto inutile<\/em> (1976) \u2013 sempre per le musiche di Morricone \u2013 \u00e8 proprio uno spazio geografico a diventare significante di un\u2019intera stagione della citt\u00e0. Il dedalo di gallerie e portici attorno alla piazza riporta alla luce landmark di una quotidianit\u00e0 quasi perduta ma di cui resta la profonda identit\u00e0 milanese. Agli scomparsi Bar Sundown di Piazza Diaz e il negozio Fiorucci (dove un sanbabilino si recano ad acquistare gli stivali) si avvicendano attivit\u00e0 storiche, come il ristorante Santa Lucia, il cinema Arlecchino, ed il Sex Shop di Piazza Sempione \u2013 uno dei primi ad aprire in citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel racconto cinematografico di Milano non pu\u00f2 mancare San Siro, ancora senza le torri dell\u2019ampliamento di Italia 90. Vuoto, in <em>Milano nera<\/em>, diventa teatro di violenza e alienazione, quasi preludio agli scontri delle future generazioni di ultras; gremito di pubblico in <em>Delitto a Porta Romana<\/em> e <em>Eccezzziunale\u2026veramente<\/em> cattura una Milano popolare e febbrile \u2013 come i film con Tomas Milian \u2013 dove il calcio \u00e8 motore identitario della sua gente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"646\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-i-fichissimi-1-1024x646.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1714\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-i-fichissimi-1-1024x646.png 1024w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-i-fichissimi-1-300x189.png 300w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-i-fichissimi-1-768x485.png 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cam-sugar-journal-i-fichissimi-1.png 1207w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">La Ferrari guidata da Jerry Cal\u00e0 ne I fichissimi (1981) si schianta contro la scultura di Arnaldo Pomodoro in Piazza Meda. <\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli Ottanta \u00e8 la commedia, pi\u00f9 che il cinema d\u2019autore, a farsi interprete della narrazione sociale della citt\u00e0, fotografando la Milano da Bere con il suo edonismo e le contraddizioni di classe. Tra i tanti film capaci di raccontare questo contesto, <em>I fichissimi<\/em> (1981) diretto da Carlo Vanzina, con Diego Abatantuono, Jerry Cal\u00e0 e Mauro Di Francesco, resta uno dei pi\u00f9 affascinanti. Fedeli alla condizione postmoderna in cui nascono, queste pellicole sono una stratificazione di reference, non solo sul piano estetico ma anche nel registro comico, tendente all\u2019assurdo, forgiato dalle lezioni di cabaret del Derby.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fichissimi \u00e8 un\u2019esilarante traduzione meneghina de <em>I guerrieri della notte<\/em>, ma \u00e8 anche un\u2019occasione per raccontare \u2013 analogamente ai film del boom \u2013 la Milano delle classi pi\u00f9 umili, dove sussiste (ora in chiave farsesca) lo scontro culturale tra <em>terroni<\/em> e <em>polentoni<\/em> come categorie dello spirito, cos\u00ec come l\u2019idea del consumismo come veicolo di affermazione. La pellicola si articola in un continuo dialogo tra centro e periferia. Da un lato le case popolari di Rho (in realt\u00e0 girate a Roma), dall\u2019altro le viscere della metropolitana e della notte, con la celebre discoteca Rolling Stone di Via XXII Marzo \u2013 dove suona uno dei brani pi\u00f9 groovy di Detto Mariano. Tutto culmina in un incidente, con Jerry Cal\u00e0 che schianta una Ferrari in Piazza Meda, contro il disco di Arnaldo Pomodoro \u2013 altro illustre milanese e amico intimo della coppia Vitti-Antonioni, per cui realizza la decorazione dell\u2019aeroplano di <em>Zabriskie Point<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intanto, nei cinema (sempre pi\u00f9 freddi) che resistono allo streaming, nessun film racconta le Olimpiadi. Ci rimettiamo nelle mani di Vianello e Tognazzi e al loro <em>Le olimpiadi dei mariti<\/em>, anno domini 1960. Altri tempi, altri giochi olimpici, ma in fin dei conti stessi italiani gigioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: San Babila ore 20: un delitto inutile, dettaglio dall&#8217;artwork della colonna sonora CAM Sugar di Ennio Morricone.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal boom al reflusso, il cinema italiano ha saputo raccontare Milano ed i suoi cambiamenti sociali attraverso i suoi luoghi emblematici \u2013 celebri, mutati o scomparsi. 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