{"id":1756,"date":"2026-03-21T11:00:00","date_gmt":"2026-03-21T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=1756"},"modified":"2026-03-24T11:46:34","modified_gmt":"2026-03-24T10:46:34","slug":"la-cultura-salvera-il-mondo-non-i-trend","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/la-cultura-salvera-il-mondo-non-i-trend\/","title":{"rendered":"La cultura pu\u00f2 salvare il mondo"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una dichiarazione nel finale del film candidato agli Oscar\u00a0The Secret Agent\u00a0di\u00a0Kleber Mendon\u00e7a Filho\u00a0ha acceso una riflessione: oggi il cinema \u00e8 ancora in grado di produrre cultura? Alessandro Sugar, label manager CAM Sugar, riflette sul ruolo e sulla responsabilit\u00e0 culturale degli archivi nell&#8217;irrequieta era digitale.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente sono tornato al cinema, nella mia citt\u00e0 natale in Italia, per vedere The Secret Agent, l\u2019ultimo film di Kleber Mendon\u00e7a Filho. Ho amato il film: la trama, la musica, i colori, e l\u2019interpretazione straordinaria di Wagner Moura. Eppure, c\u2019\u00e8 stato qualcos\u2019altro che mi \u00e8 rimasto dentro ben oltre l\u2019accensione delle luci e il ritorno a casa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre scorrevano i titoli di coda, \u00e8 apparsa sullo schermo una nota finale. Pi\u00f9 di 1.300 professionisti avevano lavorato alla realizzazione del film. Era una semplice dichiarazione di fatto, quasi modesta. Ma portava con s\u00e9 un peso enorme. In un tempo ossessionato dal profitto, dalla velocit\u00e0 e da un\u2019idea superficiale di successo, quel promemoria aveva qualcosa di profondamente rassicurante. La cultura non \u00e8 un accessorio. \u00c8 un motore. Crea lavoro, richiede disciplina, favorisce la collaborazione. Costruisce economie in modo organico, umano, duraturo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho trovato conforto nel vedere un regista come Kleber Mendon\u00e7a ribadire questa verit\u00e0. La cultura non \u00e8 un lusso da concedersi quando conviene. \u00c8 un veicolo di crescita sostenibile, di identit\u00e0 civica, di memoria condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse questo messaggio mi ha toccato cos\u00ec profondamente perch\u00e9 lavoro anch\u2019io nell\u2019ambito artistico. Ho venticinque anni e faccio parte dell\u2019azienda musicale della mia famiglia, giunta alla quarta generazione. Il mio lavoro consiste nello specifico nel restaurare e riportare in vita un catalogo di oltre 2.500 colonne sonore italiane e francesi, composte tra gli anni Sessanta e Ottanta da alcuni dei pi\u00f9 grandi compositori del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1759\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-819x1024.jpg 819w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-240x300.jpg 240w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-768x961.jpg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-1228x1536.jpg 1228w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-1637x2048.jpg 1637w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_03_-2-scaled.jpg 2047w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il restauro di nastri perduti nell&#8217;archivio CAM Sugar. Fotografia: Mattia Micheli.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni giorno in archivio \u00e8 un promemoria della forza dell\u2019arte quando nasce da profondit\u00e0, studio e sincerit\u00e0. La musica che restauriamo non \u00e8 soltanto un documento del suo tempo: \u00e8 la prova viva che un lavoro fondato sulla conoscenza e sull\u2019onest\u00e0 non svanisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente emozionante nell\u2019incontrare opere scritte decenni fa che risultano ancora urgenti, ancora vive. Ogni partitura \u00e8 la testimonianza di un\u2019arte che non era pensata per inseguire il presente, ma per superarlo. Ed \u00e8 per questo che resta senza tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che pi\u00f9 mi colpisce \u00e8 la loro solidit\u00e0. La loro formazione era profonda, l\u2019educazione musicale rigorosa. Le note che riscopriamo, le registrazioni in studio, la corrispondenza: tutto rivela artisti che avevano studiato a fondo e che si avvicinavano al proprio mestiere con umilt\u00e0 e disciplina. C\u2019\u00e8 un\u2019assenza di superficialit\u00e0 che oggi appare quasi radicale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti di loro hanno vissuto il cosiddetto boom economico italiano, gli anni successivi alla devastazione della Seconda guerra mondiale. C\u2019erano meno risorse. Meno scorciatoie. Pi\u00f9 spazio perch\u00e9 il talento emergesse senza rumore. Alcuni costruivano i propri strumenti. Altri sperimentavano suoni provenienti da culture lontane senza mai lasciare casa. Componevano insieme, studiavano, affinavano. Non inseguivano l\u2019attenzione. Inseguivano l\u2019eccellenza. E lo facevano accanto a straordinari musicisti di sessione, artisti di grande talento che contribuivano a dare forma a quella visione attraverso ore infinite in studio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il tempo, gli strumenti per creare arte sono diventati accessibili a tutti. Questa democratizzazione ha portato opportunit\u00e0 straordinarie. Ma ha anche generato un flusso incessante di opere che spesso mancano di profondit\u00e0, formazione e capacit\u00e0 di durare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo sommersi dalla produzione, eppure affamati di eredit\u00e0. Ci sorprendono interpretazioni vuote, film che si riducono a esercizi estetici, dichiarazioni politiche che si presentano come coraggiose ma sono, in realt\u00e0, tentativi goffi di apparire tali \u2013 allineamenti sottili all\u2019opinione dominante, per non correre il rischio di essere davvero dissonanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 per questo che il messaggio di Kleber Mendon\u00e7a conta. Se vogliamo che l\u2019arte torni a essere uno strumento di conoscenza e di influenza, dobbiamo investirvi seriamente e coinvolgere il maggior numero possibile di giovani.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"819\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-819x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1757\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-819x1024.jpg 819w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-240x300.jpg 240w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-768x961.jpg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-1228x1536.jpg 1228w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-1637x2048.jpg 1637w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Mattia-Micheli-_-The-lost-tapes_04_-2-scaled.jpg 2047w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il restauro di nastri perduti nell&#8217;archivio CAM Sugar. Fotografia: Mattia Micheli.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A settembre ho vissuto un piccolo episodio che racchiude perfettamente questa idea. Ho avuto il privilegio di incontrare Enrico Pieranunzi, un uomo elegante, settantenne, pianista e amico di lunga data di Ennio Morricone. Abbiamo parlato di calcio e del passato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un certo punto mi ha raccontato una storia. Dopo un concerto, un fan si \u00e8 avvicinato chiedendogli se avesse mai composto sotto lo pseudonimo Pulsar Music. Negli anni Ottanta, alcune sue colonne sonore erano effettivamente uscite con quel nome. Il fan spiegava che quei dischi erano diventati oggetti di culto in Giappone. Enrico ha sorriso raccontandomi la sua risposta. Disse di aver passato gran parte della vita a prendere le distanze da quello pseudonimo. Ci\u00f2 che contava, per lui, non era il nome. Era la musica. Voleva che fosse il lavoro a parlare da s\u00e9. Me lo disse con leggerezza, quasi scherzando. Ma dietro quel sorriso c\u2019era la certezza di chi sa che l\u2019arte, quella vera, resta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tempo passa. Le tendenze cambiano. Ma profondit\u00e0, disciplina e sincerit\u00e0 lasciano un segno. Faremo bene a ricordare il messaggio di Kleber. La cultura non \u00e8 un ornamento. \u00c8 centrale: per la crescita individuale, per la vitalit\u00e0 economica, per il modo in cui pensiamo e per ci\u00f2 che siamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre innovazione e tecnologia accelerano, come \u00e8 giusto che sia, spetta a noi decidere come indirizzarle.Senza cultura, sono prive di direzione.<br>La cultura pu\u00f2 salvare il mondo \u2013 se scegliamo di prenderla sul serio.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: Il restauro di nastri perduti nell&#8217;archivio CAM Sugar. Fotografia: Mattia Micheli.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dichiarazione nel finale del film candidato agli Oscar\u00a0The Secret Agent\u00a0di\u00a0Kleber Mendon\u00e7a Filho\u00a0ha acceso una riflessione: oggi il cinema \u00e8 ancora in grado di produrre cultura? 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