{"id":578,"date":"2024-05-06T19:56:50","date_gmt":"2024-05-06T17:56:50","guid":{"rendered":"https:\/\/camsugarjournal.com\/?post_type=editorial&#038;p=578"},"modified":"2024-05-08T13:08:09","modified_gmt":"2024-05-08T11:08:09","slug":"metti-una-bossa-a-cena","status":"publish","type":"editorial","link":"https:\/\/camsugarjournal.com\/it\/editorial\/metti-una-bossa-a-cena\/","title":{"rendered":"Metti una bossa a cena"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La versione vocale di Florinda Bolkan del capolavoro di Ennio Morricone \u00e8 un invito a condividere la tavola e, forse, anche di pi\u00f9. Alla scoperta di un manifesto sonoro del cinema d&#8217;avanguardia italiano.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste qualcosa di pi\u00f9 identificativo di quel glamour italiano, borghese e decadente di fine Sessanta di una tavola di design \u2013 modernista, di acciai e superfici fum\u00e8 \u2013 imbandita, attorno alla quale si pasteggia, piatto dopo piatto, a champagne, gelatine e dissolutezza?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto probabilmente no. Ed \u00e8 proprio questo l&#8217;ingrediente che rende Metti una sera a cena, film del 1969 di Giuseppe Patroni Griffi, un gioiello del cinema italiano che continua a sedurre, visione dopo visione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tavolo \u00e8 il fulcro della storia diretta da Giuseppe Patroni Griffi, un pezzo di design radical (chic) italiano attorno al quale ruotano traiettorie di lussuria, amore e devianza psicologica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 mai stato un blockbuster, n\u00e9 una vera e propria stravaganza underground. Bens\u00ec un dramma borghese, dalle inevitabili sfumature erotiche e, di conseguenza, anche politiche.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<iframe style=\"border-radius:12px\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/4StJM3JHSKN7d3PyIbbeyD?utm_source=generator\" width=\"100%\" height=\"352\" frameBorder=\"0\" allowfullscreen=\"\" allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\"><\/iframe>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A suggellare questa tensione sono le musiche di Ennio Morricone, ma anche la mano nascosta di un giovane Dario Argento, futuro demiurgo del Giallo, nel ruolo di sceneggiatore. Mentre la colonna sonora raggiunge il suo crescendo, il tedio borghese dei personaggi in gioco esplode a porte chiuse in qualcosa di proibito, secondo la morale pubblica: un rapporto a tre, in cui anche l&#8217;omoerotismo si rivela in modo sfuggente solo attraverso i sottili ma appassionati movimenti delle mani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che la produttrice del film fosse la visionaria Marina Cicogna, scopritrice (e amante) di uno dei volti principali del film: Florinda Bolkan. L\u2019attrice e modella brasiliana diventata punto di riferimento del cinema italiano, sia d\u2019avanguardia che softcore, a cavallo tra Sessanta e Settanta, ma anche cantante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Bolkan \u00e8 presente in tutto il materiale promozionale del film, compresi il poster e l&#8217;artwork della colonna sonora del Maestro. Adagiata nel suo abito dell&#8217;atelier Mayer (nel film compaiono anche pellicce Fendi), sensualmente tenuto insieme su un fianco solo da una serie di cerchi dorati, diventa l&#8217;incarnazione della raffinatezza compositiva di Morricone, ma anche dell\u2019erotico languore del suo tema principale. Una bossa nova che sembrava catturare la ricchezza e il fascino della borghesia italiana in tutta la sua esuberanza a cavallo del decennio, in quel periodo liminale tra la giocosit\u00e0 sessuale della Swinging London e la radicalizzazione della vita sociale degli imminenti Anni di Piombo.\u00a0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2-691x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-574\" srcset=\"https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2-691x1024.jpeg 691w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2-203x300.jpeg 203w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2-768x1138.jpeg 768w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2-1037x1536.jpeg 1037w, https:\/\/camsugarjournal.com\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/florinda-bolkan-2.jpeg 1350w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Florinda Bolkan, 1968. Fotografia di Giancarlo Botti.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Emancipazione, cibo e design: forse sono queste le chiavi che fanno di <em>Metti una sera a cena<\/em> un film che continua ad affascinarci, che rimane un punto di riferimento del gusto italiano in materia di stile e un manifesto dei suoi intellettuali, come Patroni Griffi. Suo \u00e8 il testo della versione vocale del tema di Morricone, di cui esistono due rare versioni che rispondono ai nomi di Milva e Florinda Bolkan.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si potrebbero trascorrere ore \u2013 intorno a un tavolo da pranzo, \u00e7a va sans dire \u2013 a discutere su quale sia la versione migliore della canzone. Ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere messo in discussione, per\u00f2, \u00e8 l&#8217;enigmatica volutt\u00e0 del brano, capace di tratteggiare con cos\u00ec raffinata precisione quella stagione della cultura italiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra tutte, la versione per la voce di Florinda Bolkan, la pi\u00f9 elusiva sia nella scarsa reperibilit\u00e0 del supporto fisico che nell\u2019interpretazione, \u00e8 quella che pi\u00f9 \u00e8 stata preservata dal tempo, arrivando a noi come una gemma ancora preziosa e incontaminata, come solo i rari reperti d&#8217;archivio sanno essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano, originariamente pubblicato come 45 giri dalla DET, sussidiaria dell&#8217;universo CAM Sugar, \u00e8 oggi stata riportata alla luce dai nastri originali d\u2019archivio, impreziosendo il <em>Morricone Segreto Songbook<\/em>, raccolta che permette di scoprire uno dei lati pi\u00f9 segreti del repertorio vocale del Maestro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMetti una sera a cena\u201d di Ennio Morricone con le voci di Florinda Bolkan e I Cantori moderni di Alessandro Alessandroni \u00e8 ora disponibile su tutte le piattaforme digitali, e nella raccolta <em>Morricone Segreto Songbook \u2013 Hidden Songs From Cinema (1962-1973) <\/em>fuori in <a href=\"https:\/\/camsugarmusic.com\/collections\/products\/products\/morricone-segreto-songbook-2lp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">2LP<\/a>, <a href=\"https:\/\/camsugarmusic.com\/collections\/products\/products\/morricone-segreto-songbook-cd\">CD<\/a> e digitale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Immagine di apertura: Florinda Bolkan in Metti una sera a cena, Giuseppe Patroni Griffi, 1969.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La versione vocale di Florinda Bolkan del capolavoro di Ennio Morricone \u00e8 un invito a condividere la tavola e, forse, anche di pi\u00f9. 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